WordPress 4.5 Coleman

Bella e scorrevole la nuova versione di WordPress, anche l’installazione è stata estremamente liscia, senza intoppi come succedeva per alcune precedenti versioni. Dedicata ad una colonna del jazz, Coleman, risulta evidente la passione per il jazz dell’ideatore / ideatori del software. Per l’occasione (l’ho installata ora ora) posterò musiche di Coleman naturalmente.

Ornette Coleman (Fort Worth, 9 marzo 1930Manhattan, 11 giugno 2015) è stato un sassofonista e compositore statunitense.

Nato e cresciuto a Fort Worth, in Texas, inizia la carriera in orchestre di rhytm’n’blues ed è presto affascinato dalle linee intricate deiboppers. Cercando un modo per farsi strada fuori dalla sua città natale, nel 1949 accettò un lavoro come sassofonista a New Orleans in uno spettacolo itinerante e in seguito in vari spettacoli di rhythm and blues in giro per il Paese. Dopo un concerto a Baton Rouge, Coleman fu aggredito e il suo sassofono andò distrutto.

Dopo l’incidente, si unì al gruppo di Pee Wee Crayton e partì insieme alla band alla volta di Los Angeles. Durante questo periodo, Coleman fece svariati lavori per sbarcare il lunario, incluso l’ascensorista, continuando comunque a cercare di portare avanti la sua carriera come musicista.

Durante il 1959 Coleman stava vivendo un periodo di ferventi attività. Il suo ultimo disco uscito per la Contemporary era stato Tomorrow Is the Question!, che per la prima volta vedeva escluso il suono del pianoforte dalla musica suonata. La mossa seguente di Coleman fu quella di ingaggiare il contrabbassista Charlie Haden – che si rivelerà nel tempo uno dei suoi più importanti collaboratori – in un gruppo con Haden, Cherry, e Higgins. (Tutti e quattro avevano suonato con Paul Bley l’anno precedente.) Poi, firmò un contratto con la Atlantic Records e pubblicò il seminale The Shape of Jazz to Come. L’album, secondo il critico Steve Huey, è “un evento epocale nella genesi del jazz d’avanguardia, un profondo cambiamento di percorso musicale da parte di Coleman, e un guanto di sfida gettato nell’ambiente jazz che alcuni ancora non sono venuti a raccogliere”

Nel 1960, Coleman registrò l’album Free Jazz: A Collective Improvisation, che figurava un doppio quartetto jazz, con Cherry e Freddie Hubbard alla tromba, Eric Dolphy al clarinetto basso, Haden e LaFaro al contrabbasso, e sia Higgins che Blackwell alla batteria. il disco fu registrato in formato stereo, con la musica prodotta da ogni quartetto isolata in un canale stereo diverso. Free Jazz fu all’epoca, con i suoi quasi 40 minuti di durata, l’album più lungo di improvvisazioni jazz mai registrato, e divenne subito uno degli album più controversi dell’intera discografia di Coleman. La musica contenuta nel disco è costituita da una serie di brevi accenni melodici intervallati da una cacofonia di fanfare dissonanti e di assoli improvvisati dall’intero ottetto.

Dopo il periodo Atlantic, e a partire dall’inizio degli anni settanta, la musica di Coleman divenne maggiormente dura e complessa, in correlazione con il jazz d’avanguardia che aveva contribuito a far nascere con i suoi album precedenti.

Ad un certo punto della sua carriera, Coleman, come Miles Davis prima di lui, si diede al “jazz elettrico”. Album come Virgin Beauty e Of Human Feelings utilizzano ritmi rock e funk, qualche volta denominati “free funk“. Se da un lato, tutto ciò può sembrare un semplice adeguamento di Coleman alla moda dell’epoca per il jazz rock, è bene far presente che comunque Coleman mantenne la sua originalità artistica all’interno del movimento. Le chitarre elettriche hanno il sopravvento sul sound generale, ma la musica, nel suo nucleo, era più simile ai suoi primi lavori che agli altri dischi di fusion che circolavano ai tempi. Queste performance posseggono le medesime “melodie angolari” e le simultanee improvvisazioni collettive, che Joe Zawinul definiva “nessuno fa assoli, tutti fanno assoli allo stesso momento” e che Coleman stesso chiamava armolodia.

È morto l’11 giugno 2015 a Manhattan all’età di 85 anni a causa di un arresto cardiaco. Il suo funerale fu un evento della durata di tre ore nel quale si avvicendarono performance e discorsi da parte di suoi amici e collaboratori

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