Notte Amica

Sono le 23:40 e sono qui a scrivere perfettamente sveglio, senza il minimo desiderio di andare a letto, quando è così tiro la nottata, perdo un bel po’ di ore di sonno che non recupero mai, questo non è molto bello, il fisico ne risente alle lunghe, specialmente alla mia età. Quando ero giovane lo facevo spesso senza poi recuperare le ore perse, ma non sentivo niente, tiravo avanti come un bulldozer senza fermarmi mai, ora succede che nelle ore del mattino dormo d’in piedi o seduto davanti al computer mi viene l’abbiocco, dovrei dormire comodo in un letto piuttosto che sonnecchiare su di una sedia neanche molto comoda ma sono incorreggibile, credo che dovrò pagarne le conseguenze prima o poi, ormai ho superato i sessanta e a questa età queste cose si dovrebbero evitare. E intanto sono qui ad ascoltare musica, prima ascoltavo Zappa e adesso passo a qualcosa di più tranquillo, può andar bene Brian Eno che può anche conciliarmi il sonno, ora scelgo un album, ho cambiato idea, scelgo Live Evil di Miles Davis, adatto in qualsiasi momento.

Questo è l’inizio del periodo elettrico di Miles, utilizza il wa-wa sulla cornetta e la stesura dei brani è estremamente libera, piano  elettrico Rhodes pure quello con l’effetto wa-wa.

La maggior parte del disco è costituita da materiale registrato dal vivo nel dicembre del 1970, al Cellar Door Club di Washington, DC, dove Davis e il suo gruppo furono di scena almeno per una settimana facendo tre set per sera (altri nastri di questo periodo sono stati di recente “scoperti” e pubblicati nel2005 con il titolo The Cellar Door Sessions).

Holland e Corea lasciarono il gruppo di Miles alla fine di Settembre, per formare il gruppo Circle, assieme a Barry Altschul e Anthony Braxton.

Copertina

La copertina dell’album fu realizzata dall’illustratore Mati Klarwein, che si era occupato con successo della copertina del precedente Bitches Brew. Klarwein ideò il disegno autonomamente, ma l’illustrazione per il retro di copertina scaturì da una idea di Davis:

« Stavo facendo un disegno di una donna incinta per la copertina, e il giorno che lo terminai Miles mi chiamò e disse “Voglio un disegno che rappresenti la vita su un lato e il male sull’altro”. E tutto quello che disse al riguardo era che il male doveva essere rappresentato da una rana. Avevo accanto una copia di Time Magazine che aveva J. Edgar Hoover in copertina, e sembrava proprio una rana. Quindi dissi a Miles che avevo trovato la sua rana».[1] »

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